Inganni non è solo una fermata

Mauro Raimondi in ABC



La cultura come spazio di incontro

Il nome ABC Inganni viene spesso associato in modo immediato alla fermata della metropolitana. È un collegamento comprensibile, quasi automatico. Ma fermarsi lì significa restare in superficie.
Per me, come Simona Trovati, il nome Inganni è sempre stato un lascito inevitabile, qualcosa che chiede di essere guardato più a fondo.

Inganni è una via, certo. Ma è anche il nome di Angelo Inganni, pittore lombardo dell’Ottocento, noto per aver ritratto scorci di Milano e scene di vita quotidiana con uno sguardo attento, umano, mai celebrativo. Nei suoi quadri la città non è monumento, ma spazio abitato: persone comuni, strade vissute, dettagli che raccontano un’epoca senza idealizzarla.
Scoprire la sua storia è stato sorprendente anche per me. Mi sono resa conto di quante analogie esistano tra quel modo di osservare la realtà e il senso profondo dell’associazione: andare oltre ciò che appare ovvio, riconoscere che dietro le cose più familiari si nasconde spesso una ricchezza inattesa.

ABC Inganni nasce infatti come associazione culturale e come aggregazione di cittadini attivi, provenienti da un comitato di quartiere. Persone interessate alla tutela della propria città, non in senso ideologico o politico – l’associazione è per statuto apolitica e apartitica – ma nel significato più autentico del termine: prendersi cura del luogo in cui si vive. Un’idea che oggi sembra quasi lontana, spesso ridotta a una caricatura, mentre allora era una pratica viva e condivisa.

Questa tensione culturale trova la sua massima espressione negli anni delle conferenze dedicate alla storia di Milano, condotte da Mauro Raimondi. Raimondi non è solo uno studioso: è un divulgatore capace di affascinare, dotato di una straordinaria capacità oratoria. Le sue conferenze diventano presto appuntamenti attesissimi, tanto da trasformarlo, con il tempo, in una presenza “di casa”, riconosciuta e amata dal pubblico.

Molti di quegli incontri sono ancora oggi disponibili sul nostro canale YouTube e testimoniano un modo diverso di vivere la città: non come un flusso continuo e indistinto di cambiamenti, ma come una stratificazione di storie, epoche, significati. Ascoltare Raimondi significava costruirsi una cronologia mentale, dare un senso a ciò che si attraversa ogni giorno senza più vederlo davvero.

Io personalmente non ho un ricordo diretto di quelle conferenze, ma porto con me un’immagine che dice molto. Durante una Sagra di Baggio, Marinella Banfi – con l’entusiasmo che la caratterizzava – mi presentò Raimondi come quel personaggio che aveva dato il via a una catena di eventi culturali così intensi e partecipati. In quel gesto c’era tutto: il riconoscimento umano, l’orgoglio, la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante.

Oggi quel tipo di appuntamenti ci sembra lontano anni luce. È cambiata la qualità dell’ascolto, la disponibilità di tempo, forse anche il desiderio profondo di conoscenza. Allora le persone venivano, riempivano la sala, facevano domande, partecipavano per un bisogno autentico di capire. Non per semplice svago, ma per nutrire la mente e lo sguardo.

Quella stagione culturale racconta molto di ciò che ABC Inganni è stata e, in parte, continua a essere: un luogo che invita ad andare oltre la superficie, a riconnettersi con la storia, con la città e con gli altri. Un invito che, oggi più che mai, vale la pena rinnovare.


Vuoi ascoltare qualcuna delle nostre conferenze?
Visita il nostro canale YouTube https://www.youtube.com/abcinganni

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