Sembra un'altra epoca

 


Brindisi Epifania 2012 Mario Scurati



(2° episodio della storia di ABC)
 
Nei primi anni di ABC Inganni, prima ancora della trasformazione in associazione sportiva, l’associazione era un piccolo vulcano. Un luogo in cui succedeva di tutto: mostre di pittura, concerti di musica classica, conferenze sulla Milano celtica, feste stagionali che riempivano il quartiere di risate e di vecchie sedie recuperate all’ultimo momento.

Manifestazione per la scuola Pisa 2013Era un tempo in cui la gente si trovava per strada, letteralmente. C’erano feste di via, gare di corsa, manifestazioni di quartiere che oggi sembrano appartenere a un’altra epoca. Il quartiere allora viveva all’aperto: le persone si aggregavano spontaneamente e la nostra associazione ne era un punto di riferimento naturale. Non eravamo noi a cercare le idee: erano le idee a trovare noi.
Ad esempio, abbiamo organizzato persino concerti d’organo e collaborato con la Strapisa, la corsa organizzata dalla scuola di via Pisa, che allora era una scuola elementare e che oggi è diventata una scuola superiore. Quella scuola, così vicina a noi, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella vita del quartiere — tanto che quando, più avanti, si parlò di chiuderla, furono proprio i cittadini a scendere in strada.

In quel periodo l’associazione era pienissima. Entravi e trovavi qualcuno: chi montava una mostra, chi preparava torte per la festa di mezza estate, chi si fermava solo per fare due chiacchiere. Era un modo di vivere completamente diverso, un modello di associazione che oggi sembra quasi impensabile: fluido, spontaneo, affollato.

Ed è proprio in quegli anni così intensi che abbiamo iniziato a cogliere un’intuizione: il movimento aveva un potere diverso. Era sociale. Faceva incontrare le persone in un modo immediato e naturale.

Fu così che decidemmo di trasformarci in associazione sportiva dilettantistica. Non era solo una formula: era una dichiarazione. Significava dire che il corpo poteva diventare un ponte, un linguaggio comune, un modo semplice per far sì che le persone si sentissero parte di qualcosa.

Lo sport, la danza, la ginnastica diventavano un mezzo per allargare la comunità. Attraverso queste attività arrivavano persone nuove, altre proposte, altri insegnanti. Arrivavano spontaneamente, come se l’associazione fosse un magnete. C’era chi veniva con una disciplina mai sentita, chi proponeva un corso di danza o una lezione di Zumba, chi voleva semplicemente “provare qualcosa”.

E mentre l’anima culturale dell’associazione restava viva — anzi, stava per esplodere con le conferenze su Milano di cui parleremo nella prossima puntata — il movimento apriva la strada a un concetto che oggi riconosciamo come centrale: la consapevolezza corporea.

Allora non la chiamavamo così, ma era già lì. Nei corpi che si muovevano, nei gruppi che si formavano, nelle persone che arrivavano e si riconoscevano, anche solo per un’ora alla settimana.

Fu un tempo di grande ricchezza, di passaggio e di semina.
Da quel terreno vivo nasceranno i capitoli successivi della nostra storia.

 

Open Day Nordic Walking 2013


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